Varcare la porta

cropped-10750117_768387036531927_5216615529632752695_o.jpg“Signore, amo la casa dove tu dimori e il luogo dove abita la tua gloria” (Sal 26,8). La frase della Scrittura che in lingua latina sigilla il cartiglio sull’arco centrale del presbiterio della nostra parrocchia, esprime sinteticamente ciò che per felice coincidenza viviamo oggi con la liturgia della Solennità dei Santi e l’inaugurazione del restauro del prospetto della nostra chiesa. Il sacro monito, nel già avviato nuovo anno pastorale, non può che richiamare tutti, il pastore e il gregge della comunità parrocchiale, alla santificazione della vita, della propria umanità, del proprio servizio desiderando e abitando l’ incontro con Gesù.

I Santi, uomini e donne, che su questa terra hanno amato e vissuto per Cristo e per il prossimo, ci aiutano a riflettere sulla dignità e santità del Battesimo che abbiamo ricevuto da Dio e che costantemente accogliamo e alimentiamo attraverso il dono di grazia della preghiera e dei sacramenti, ci spronano ad un autentica esperienza di testimonianza “per rendere ragione della nostra speranza”, e rendere in frutti buoni di umanità l’esperienza di Gesù che “passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni” (At 10,38).

Il restauro del frontale della nostra chiesa, si colloca come un’opera di amore sia per le pietre che custodiscono e trasmettono il culto di Dio e la devozione di generazioni di famiglie, sia per le “pietre vive” che costituiscono la nostra comunità parrocchiale e si lasciano interpellare dai segni del Bello. Una lettura attenta del prospetto della chiesa ci permette di beneficiare delle espressioni d’arte, che il genio e la committenza dei frati Minori Osservanti che un tempo hanno abitato e pregato in queste strutture, offrono per farci vivere la fede nell’unico Signore.

La facciata cinquecentesca, ripulita delle incrostazioni e del nero fumo, ha un portale lapideo con una sovrastante lunetta che presenta i resti di pitture murali della Vergine in trono con il Bambino Gesù tra i Santi Francesco d’Assisi e Antonio di Padova (ora non più riconoscibili se non nelle tenui e poco visibili sagome) e due finestre create in epoca barocca sostituendo il rosone di epoca rinascimentale. Le bianche e antiche murature vengono sormontate da un arco di trionfo ocra scuro (1787-1791) che si erge con le sue doppie lesene e il timpano spezzato è stato rimesso in sicurezza ed epurato dai materiali estranei e corrosivi; “concepito come fondale prospettico dell’asse extraurbano che conduceva alla chiesa”, con la sua superba grandezza esprime il simbolico varco di una porta. La porta non è altro che Cristo, egli nel Vangelo si definisce: <<Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato>> (Gv 10,9). Una porta propone sempre l’idea del passaggio, della soglia tra due zone, tra due mondi. Essa apre al mistero, al passaggio dal profano al sacro; al tempo stesso conduce psicologicamente all’azione: una porta invita sempre ad oltrepassarla, indica la via della terra verso il cielo, come fanno vedere le imponenti dimensioni della nostra facciata. Non un porta chiusa, ma aperta a Dio e aperta a tutti coloro che vorranno varcarla. Una porta che è segnata dalle parole del giudizio: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo…» e l’impegno alla carità (Mt 25, 34). Un Dio vicino ed accogliente sempre! Colui che riconosce la presenza di Dio vicino a lui la realizza in se stesso. Potremmo ben affermare che varcherà questa Porta solo colui che diventa egli stesso Porta!

A tutti i parrocchiani, a tutti i vicini e i lontani, a tutti i benefattori che ringrazio per il loro contributo nel sostegno spirituale ed economico di questo restauro, l’augurio e il modello di santità per eccellenza in Maria, definita nelle litanie del Rosario, la Ianua Coeli, la Porta del Cielo, lei è colei che venne salutata dall’angelo: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te», lei stessa ci guidi a incontrare Gesù, a rendere possibile questo incontro per tanti fratelli.
d. Vito

 

 

Lascia un commento